Valentina Marinoni

Chi sono

Ho imparato che nessuna crescita nasce dall'imitazione

Sono Valentina Marinoni: consulente olistica, mentor coach e formatrice. Da undici anni accompagno donne che vogliono stare meglio, lavorare in modo diverso o formarsi davvero.

Valentina Marinoni, consulente olistica e mentor coach

La mia storia

Ciao, sono Valentina e benvenuta nel mio mondo

Questo è probabilmente lo spazio più personale del sito: quello in cui non voglio raccontarti soltanto che cosa faccio, ma soprattutto chi sono, da dove arrivo e che cosa mi ha resa la donna che sono oggi.

Valentina Marinoni al microfono, durante una registrazione

Credo fermamente che nulla accada completamente per caso e che dietro ogni incontro possa nascondersi un significato, anche quando sul momento non riusciamo ancora a vederlo.

Forse qualcosa della mia storia ti risuonerà. Forse, conoscendomi meglio, riconoscerai una parte di te. Magari nascerà una domanda, un desiderio o semplicemente la voglia di cambiare qualcosa della tua vita.

Non posso saperlo, ma mi piace pensare che sia possibile. Quindi mettiti comoda, prenditi un bicchiere d’acqua e dedicati qualche minuto.

Non voglio raccontarti la storia perfetta di una donna che ha sempre saputo che cosa fare. Voglio raccontarti una storia vera, fatta di insicurezze, paure, scelte difficili, tentativi e trasformazioni.

La mia.

Valentina Marinoni al lavoro con il computer

Chi sono oggi

Oggi ho 40 anni, sono mamma di una figlia meravigliosa e sono un’ imprenditrice digitale, business e life coach, networker, formatrice e consulente olistica.

Sono la fondatrice del Team Ubuntu e del metodo Make It Happen.

Negli anni ho costruito un’attività, raggiunto traguardi professionali che inizialmente non avrei nemmeno saputo immaginare e avuto il privilegio di affiancare migliaia di persone.

Ma queste parole raccontano soltanto una parte di me. Raccontano ciò che faccio oggi, non spiegano la strada che ho percorso per arrivare fin qui.

Perché non sono sempre stata una donna sicura di sé, capace di esporsi, guidare altre persone e prendere decisioni importanti. Anzi, per gran parte della mia vita mi sono sentita esattamente il contrario.

Valentina Marinoni in giacca prugna mentre guida una sessione di formazione per un gruppo di donne

La sensazione di non essere mai abbastanza

Sono sempre stata una bambina, una ragazza e infine una donna molto insicura.

Mi sono diplomata prima in ragioneria e successivamente come geometra, frequentando la scuola serale. Subito dopo il primo diploma ho iniziato a lavorare nell’ azienda di famiglia.

Nel frattempo mi sono iscritta all’università di Psicologia, ma prima di terminare il percorso ho dovuto interromperlo a causa di una difficoltà che la vita mi ha messo davanti senza alcun preavviso.

Lavoravo anche dieci ore al giorno e cercavo di compensare quella sensazione innata di non essere mai abbastanza impegnandomi più di tutti. Volevo essere precisa, affidabile, presente. Volevo dimostrare di meritare il mio posto.

Eppure, nonostante tutti i miei sforzi, non mi sentivo completamente realizzata. Ero una dipendente, avevo uno stipendio normale e, anche se stavo facendo la mia gavetta senza corsie preferenziali, continuavo a percepire su di me un’etichetta che mi pesava moltissimo:

"

“La figlia di.” Quella fortunata. Quella che doveva soltanto ringraziare.

Forse nessuno pronunciava sempre quelle parole ad alta voce, ma io le sentivo comunque. E la cosa più difficile da ammettere è che, in fondo, avevo iniziato a crederci anch’io.

Ero stanca di sentirmi così. Avevo bisogno di conoscermi davvero, mettermi alla prova e scoprire che cosa fossi capace di costruire con le mie forze.

Non volevo dimostrarlo soltanto agli altri. Volevo dimostrarlo prima di tutto a me stessa.

Un germoglio in un vaso bianco, simbolo di nascita

Poi sono diventata mamma

Quando è nata mia figlia, qualcosa dentro di me è cambiato profondamente. Essere mamma mi ha resa più forte, ma mi ha anche messa davanti a tutte le mie paure.

Volevo esserci per lei. Volevo accompagnarla nella sua crescita, non vivere costantemente con l’ansia del tempo che mancava e delle cose che non potevo permettermi.

E invece lavoravo tanto, ero spesso fuori casa, avevo poco tempo e non mi sentivo realizzata. Alla fine del mese mi ritrovavo comunque a fare conti, compiere scelte e accantonare desideri.

Continuavo a chiedermi:

"

Davvero sono nata per questo? Davvero dovrò trascorrere il resto della mia vita lavorando tutto il giorno per poi dover comunque rinunciare?

Sentivo di volere qualcosa in più, ma non riuscivo a vedere una via d’uscita. Mi sentivo dentro una trappola che molte donne conoscono bene.

Da una parte non potevo lasciare il mio lavoro, perché avevo una bambina da crescere e un’entrata economica da proteggere. Dall’altra non volevo aggiungere un secondo lavoro che mi avrebbe portato via altro tempo, perché mia figlia aveva pochi mesi e non volevo che fossero sempre i nonni o una babysitter a crescerla al posto mio.

Pensavo di non poter avviare un’attività personale perché non avevo capitali da investire, competenze specifiche o abbastanza tempo. E soprattutto non potevo permettermi di rinunciare a qualcosa di certo per inseguire un enorme punto interrogativo.

Così continuavo a fare ciò che facevo, anche se non mi rendeva felice. Ero bloccata tra la sicurezza di una vita che non mi somigliava più e la paura di provare a costruirne una diversa.

Valentina Marinoni con lo smartphone tra le mani

L’incontro con qualcosa che non conoscevo

Proprio in quel momento di grande frustrazione ho incontrato un settore che, fino ad allora, non avevo mai realmente compreso: il network marketing.

Non avevo esperienza. Non possedevo competenze commerciali. Non sapevo vendere. Non sapevo utilizzare i social per lavorare. E soprattutto avevo moltissimi pregiudizi.

Nella mia testa mi ero costruita un’immagine completamente distorta di questa professione. L’idea di iniziare mi terrorizzava.

Avevo paura del giudizio degli altri, di non essere capace, di espormi, di fallire e di confermare proprio quella convinzione che mi portavo dietro da sempre: da sola non avrei combinato nulla.

Ma ricordo perfettamente il momento in cui mi sono fermata e mi sono posta una domanda:

"

È normale che qualcosa di nuovo ti faccia paura. Ma se permetti alla paura di fermarti, che cosa potrà cambiare della vita che oggi non ti piace?

La risposta era semplice: nulla.

La verità è che non avevo un’altra soluzione. Non avevo la certezza che quella strada avrebbe funzionato, ma avevo la possibilità di provarci gradualmente, senza lasciare immediatamente il mio lavoro e senza dover essere già preparata.

Potevo iniziare. Potevo imparare. Potevo scoprire se fossi capace. E così mi sono buttata.

Non ho detto sì perché non avevo paura. Ho detto sì perché ero stanca di permettere alla paura di decidere al posto mio.

Valentina Marinoni che scrive sulla sua agenda

Il viaggio che ha cambiato tutto

Da quel momento è iniziato il viaggio più bello, impegnativo, entusiasmante ed emozionante della mia vita.

Non è stato tutto semplice. Ho commesso errori, attraversato momenti di sconforto, ricevuto dei no e affrontato continuamente il giudizio degli altri e le mie insicurezze. Più volte avrei potuto convincermi che non fossi portata.

Ma ogni difficoltà mi obbligava a crescere. Ho dovuto imparare a comunicare, parlare con le persone, espormi, vendere, ascoltare, guidare un gruppo, gestire le emozioni e credere nelle mie capacità.

Ho studiato tantissimo, partecipato a centinaia di corsi, master e webinar e approfondito il business, la comunicazione, la leadership e la crescita personale.

Sono diventata coach professionista e successivamente ho ampliato la mia formazione nel mondo olistico, unendo competenze che per anni avevo considerato separate e che oggi rappresentano perfettamente chi sono.

Ho scoperto parti di me che non sapevo di possedere. La donna che temeva di non essere abbastanza ha iniziato a guidare altre persone. La donna che aveva paura di esporsi ha iniziato a formare gruppi e parlare davanti a centinaia di persone.

La donna che pensava di non poter costruire nulla da sola ha creato una propria attività, un metodo di lavoro e una squadra.

Dopo quindici anni ho lasciato l’azienda di famiglia. Non l’ho fatto perché rinnegassi il mio passato, ma perché finalmente avevo costruito il coraggio e la possibilità di scegliere il mio futuro.

Non ero più soltanto “la figlia di”. Ero Valentina.

Molto più di quanto immaginavo

Dal 2016 a oggi sono cambiata, cresciuta ed evoluta. Ho fondato il Team Ubuntu e creato il metodo Make It Happen per offrire alle persone che lavorano con me ciò che avrei voluto trovare io quando ho iniziato: una direzione chiara, strumenti concreti e qualcuno disposto a credere in loro anche nei momenti in cui loro stesse faticano a farlo.

In questi anni ho avuto il privilegio di incontrare e affiancare migliaia di persone. Ho ascoltato le loro paure, osservato le loro trasformazioni e visto donne che inizialmente non credevano in se stesse scoprire capacità che non pensavano di possedere.

Ed è proprio attraverso le loro storie che ho compreso il significato più profondo della mia.

Oggi posso dire di essere una donna realizzata personalmente, professionalmente ed economicamente. Non perché abbia raggiunto una vita perfetta, priva di difficoltà o di momenti complicati.

Ma perché oggi posso scegliere.

Posso decidere come organizzare il mio tempo, quali progetti costruire, con chi lavorare e quale esempio offrire a mia figlia.

E quella libertà che cercavo all’inizio non era soltanto economica. Era la libertà di non sentirmi più intrappolata in un’identità scelta dagli altri. La libertà di riconoscere il mio valore. La libertà di costruire una vita che mi somigliasse davvero.

La cosa più importante che ho imparato

La mia storia mi ha insegnato che il futuro non si costruisce soltanto attraverso le grandi decisioni. Si costruisce ogni giorno, attraverso ciò che scegliamo di fare e ciò che continuiamo a rimandare.

Una decisione apparentemente piccola può cambiare la direzione della nostra vita.

Non sempre ci sentiremo pronte. Non sempre avremo tutte le risposte. Non sempre le persone intorno a noi comprenderanno ciò che stiamo cercando di costruire.

Ma aspettare di non avere più paura significa rischiare di non iniziare mai. Io oggi sono questa donna perché, in un momento in cui non mi sentivo pronta, ho deciso comunque di concedermi una possibilità.

Ed è questo che vorrei lasciare anche a te.

Non il messaggio che tutto sia facile. Non la promessa che basti desiderare qualcosa perché accada. Ma la consapevolezza che non devi sapere già fare tutto per poter iniziare a cambiare qualcosa.

Se sei arrivata fino a qui

Voglio ringraziarti per aver dedicato una parte del tuo tempo alla mia storia. E voglio dirti una cosa che forse avrei avuto bisogno di sentire anch’io molti anni fa:

"

Non permettere alle tue paure, alle convinzioni costruite nel tempo o alle opinioni degli altri di decidere in anticipo ciò che puoi o non puoi diventare.

Non tutte le possibilità saranno adatte a te. Non tutte le strade saranno semplici. Non ogni tentativo darà immediatamente il risultato sperato.

Ma se continui a ignorare ciò che desideri per paura di rimanere delusa, rischi di costruire una vita apparentemente sicura che, in realtà, non ti appartiene più.

La donna che sono oggi è nata da una decisione presa quando non si sentiva ancora pronta. Per questo credo nelle possibilità. Credo nel coraggio silenzioso di chi decide di riprovarci.

E credo profondamente in ogni donna che incrocia il mio cammino, anche quando lei non ha ancora imparato a credere in se stessa.

Ti auguro una buona vita, alla ricerca di quei sogni nascosti che forse continui a fingere di non avere soltanto per paura di rimanere delusa.

Con affetto, Valentina

E adesso parliamo di te

Ora conosci la mia storia e sai che cosa mi ha portata fin qui. Il prossimo passo è capire dove ti trovi tu, che cosa desideri e in quale modo la mia esperienza potrebbe diventare utile anche nel tuo percorso.

Percorso

Studi, certificazioni ed esperienza

Il mio percorso di formazione non ha seguito un’unica direzione. Nel tempo ho cercato di unire due parti di me che sembravano molto diverse, ma che oggi considero profondamente complementari: quella concreta, razionale e imprenditoriale e quella più umana, intuitiva e spirituale.

Mi sono diplomata in ragioneria e successivamente come geometra, frequentando la scuola serale. Ho poi intrapreso gli studi universitari in Psicologia, spinta dal desiderio di comprendere più profondamente le persone, le loro emozioni e i meccanismi che influenzano le nostre scelte.

Parallelamente, la passione che ho sempre avuto per il mondo spirituale mi ha portata a diventare operatrice Reiki e astrologa di secondo livello. Successivamente ho conseguito le certificazioni come coach professionista e operatrice olistica, integrando conoscenze, ascolto e strumenti differenti in una visione della persona più completa.

Negli anni ho frequentato corsi, percorsi specialistici e masterclass dedicati ai social media, alla comunicazione, al brand positioning, alla leadership, alla crescita personale, alle piattaforme digitali, alla vendita e alla costruzione di attività online. Non ho mai considerato la formazione come qualcosa da terminare con un attestato: continuo a studiare e aggiornarmi perché credo che chi sceglie di guidare altre persone abbia la responsabilità di continuare a crescere per prima.

La mia scuola più importante, però, è stata il lavoro sul campo.

Dal 2016 opero nel settore del network marketing come Brand Influencer indipendente per PM-International. Sono partita senza esperienza specifica e ho imparato questa professione vivendone personalmente ogni fase: dai primi contatti alla vendita, dalla comunicazione online alla creazione di un’identità professionale, fino alla formazione, alla leadership e alla gestione di una rete commerciale.

Nel corso della mia carriera ho scalato il piano marketing, ricevuto riconoscimenti e raggiunto traguardi che inizialmente non avrei nemmeno saputo immaginare, arrivando nella Top 5 italiana e nella Top 30 mondiale.

Ho formato oltre 10.000 persone, trasferendo loro competenze pratiche per svolgere questo lavoro con maggiore consapevolezza e professionalità, e ho accompagnato più di 1.000 clienti nei loro percorsi. Ho inoltre fondato il Team Ubuntu e creato il metodo Make It Happen, nato per offrire a chi lavora con me una direzione chiara, strumenti concreti e un sistema applicabile anche da chi parte senza esperienza.

Tutto ciò che oggi insegno non nasce soltanto dai libri, dai corsi o dalle certificazioni. Nasce dall’unione tra studio ed esperienza, teoria e pratica, successi ed errori, razionalità e intuito.

Ed è proprio questa unione che mi permette di non offrire formule preconfezionate, ma di comprendere la persona che ho davanti e aiutarla a trovare il modo più autentico per prendersi cura di sé, comunicare il proprio valore e costruire qualcosa che le somigli davvero.

Anni sul campo, dal 2016
-46
Persone formate
10.000+
Clienti seguite
1.000+
Classifica italiana
Top 5
Classifica mondiale
Top 30

Ogni donna può crescere senza perdere la propria unicità

È il principio che tiene insieme tutto quello che faccio: benessere, business e formazione.